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C'era una volta un piccolo
paese di montagna, il Paese Degli Angeli.
Sorgeva alle pendici del Monte Della Luna, la cui cima era sempre
ricoperta di neve, di un candore indescrivibile e di una brillantezza
irreale.
Gli abitanti del paese raccontavano storie fantastiche ai piccoli,
che ne rimanevano sempre affascinati, perché la montagna
era talmente alta ed imponente da sembrare un luogo irraggiungibile
e incantato.
Nel paese, la vita trascorreva serena e felice.
Anche Giudibelle, una bella bimba dagli occhioni azzurri come
il cielo, viveva felice con la nonna Nina, in una piccola baita
di legno, poco lontana dalla chiesetta del paese.
Nel Paese degli Angeli, i bambini giocavano con ciò che
la natura offriva loro: con i fiori intrecciavano ghirlande e
coroncine; le foglioline in mano loro, si trasformavano in strumenti
musicali. I bambini si dilettavano a creare suoni diversi, semplicemente,
soffiandoci sopra. Durante la bella stagione, rincorrevano leprotti
e coniglietti, oppure facevano il bagno nelle limpide acque del
ruscello, che scorreva alle porte del paese.
Giudibelle chiedeva, a nonna Nina, prima di addormentarsi qualche
storia sul Monte della Luna. La bimba ascoltava le parole della
nonna con attenzione e meraviglia, fino ad abbandonarsi in dolcissimi
sogni tranquilli e sereni, che avrebbe raccontato la mattina
seguente.
Ma una sera
..
Nonna Nina narrò una storia un po' diversa dalle altre:
Sul Monte Della Luna vivono gli Angeli. È talmente alto
che a loro basta fare un salto per raggiungere la cima. Scendono
dal cielo per proteggerci.
Giudibelle si addormentò tranquilla e serena, prima che
nonna Nina potesse concludere il racconto.
L'indomani mattina pioveva a dirotto nel Paese Degli Angeli.
"Nonna Nina" - chiese Giudibelle - " come posso
giocare nei prati con i miei amici? Gli Angeli si sono dimenticati
di noi?"
"Piccola mia" - la rassicurò la nonna - "
gli Angeli non si dimenticano mai di noi. Oggi hanno innaffiato,
tutti insieme, i loro fiori e hanno esagerato, un pochino, con
l'acqua. Ma, vedrai, presto tornerà il sole. Ora và
a comprare la farina, le uova e la marmellata, perché
voglio preparare, per questa sera, una buona crostata".
Giudibelle vide la gente del paese radunata sulla sponda del
ruscello che guardava, preoccupata, la corrente che, alimentata
dalla pioggia scrosciante, diventava sempre più gonfia
e minacciosa.
Giudibelle cercò di rassicurare gli abitanti del Paese
Degli Angeli, raccontando loro ciò che la nonna le aveva
detto poco prima: "Gli Angeli del Monte della Luna stanno
innaffiando i loro fiori
.".
Il Vecchio Burbero, un omone alto e robusto, si levò attraverso
la folla e con voce grossa e stizzosa riprese la piccola Giudibelle
dicendole: " Tutte sciocchezze! Gli Angeli non esistono
né sul Monte Della Luna, né altrove. La pioggia
rovinerà i nostri raccolti
.". E continuando
a borbottare, si allontanò con un diavolo per capello.
Giudibelle fece ritorno a casa. Era triste e a cena, non toccò
cibo.
La bimba era profondamente turbata dalle parole del Vecchio Burbero.
Nonna Nina, preoccupata, chiese ripetutamente, a Giudibelle cosa
mai fosse successo e la bimba, finalmente, tra le lacrime ripeté
le parole udite dal Vecchio Burbero.
Nonna Nina, tornò in cucina pensando al modo di rincuorare
la piccola.
Le venne un'idea
..
Le ombre cinesi!
Sul muro del corridoio, di fronte alla cameretta di Giudibelle,
creò un'ombra: quella di un angelo.
La piccola appena la vide eslamò: "Un angelo! Un
angelo!"
Nonna Nina si allontanò e l'angelo scomparve
.
Giudibelle, la mattina seguente, raccontò alla nonna di
avere visto un angelo, era lì vicino per proteggerla.
Ma, dopo pochi giorni
Giudibelle disse alla nonna
.
"Sai nonna Nina
ieri sera è tornato l'angelo!"
La nonna non fece caso alle parole della sua piccola, convinta
che si trattasse di un bel sogno.
Ma
Il giorno dopo e, dopo ancora, Giudibelle raccontò la
stessa cosa: "Nonna
l'angelo viene da me tutte le sere.".
Udito ciò nonna Nina, capì che non poteva essere
un sogno
.
Terminata la cena, attese che Giudibelle si mettesse a letto
e si nascose dietro la porta della cameretta, dopo pochi istanti
..
Vide apparire un angelo sul muro. Aveva grandi ali, bellissime
.
Il mattino seguente Giudibelle, al risveglio, abbracciò
la nonna e la baciò.
"Nonna, ho disegnato la sagoma di un angelo sul cartone
e l'ho ritagliata. Poi, la sera, alla luce della candela, la
riflettevo sul muro. Ecco il mio angelo".
Nonna Nina sorrise alla sua piccola e le accarezzò il
viso, con una dolcezza straordinaria.
" il vero angelo, sei tu nonna. Gli angeli sono tutte le
persone che ci proteggono, in ogni momento. Non occorre andare
sul Monte Della Luna per trovarli, basta riconoscerli nei gesti
e negli occhi di chi ci sta accanto. Sai chi me lo ha detto?
Il Vecchio Burbero".
Da quel momento, Giudibelle e il Vecchio nonno - come lo chiamava
lei - si incontravano tutte le mattine e, insieme scrutavano
la cima del Monte della Luna.
Che cosa cercavano? Che cosa si dicevano?
Annette De La
Vega |
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