C'è una nonna, nella
fiaba della Piccola fiammiferaia, l'unica persona che l'aveva
amata ed accudita -scrive H C Andersen- che è la portatrice
di antiche saggezze. Quando la bambina accende l'ultimo fiammifero,
ecco apparire le stelle. Una di loro cade. La bambina allora
ricorda un detto della nonna, morta ormai, secondo il quale,
quando una stella cade, dalla terra un'anima sale verso il paradiso.
E la bimba, assimilando la nonna a una stella cadente, la implora
di prenderla con se.
Una nonna, una cara nonna è la protagonista del libro
di Veronica Farnararo- La Teoria delle Stelle Cadenti- Edizioni
Damiano. Villa Verucchio. 2004. E' un libro, dunque, come enuncia
il titolo, che tratta di una "teoria". Si tratta, allora,
di un libro "scientifico". Certamente, per noi che
siamo abituati a leggere libri in cui le teorie sono affogate
in tabelle e grafici, in formule matematiche e diagrammi statistici,
la "Teoria delle stelle cadenti" non potrà risultare
un testo scientificamente ortodosso. Tuttavia, abbiamo ben presenti
le parole di Giorgio Colli, a proposito della nozione di "scienza"
in F Nietzsche che ci aiutano a rimuovere i pregiudizi sull'argomento
e che ci fanno sospettare che con questo piccolo libro di Veronica
Farnararo, ci troviamo dinnanzi ad un autentico "piccolo"
trattato scientifico. Scrive G Colli: " In Umano, troppo
umano Nietzsche aveva presentato una scienza fatta di intuizioni,
in La Gaia Scienza fornirà ancora una scienza, la cui
indicazione è di identificarsi con la poesia, qui [in
Aurora] lui da sempre una scienza, i cui contenuti sono più
variegati e fluttuanti
"(Scritti su Nietzsche. Adelphi.
Milano. 1980, pg. 92).
Dunque, Nietzsche, lascia intendere G Colli, va inteso, innanzi
tutto, come un esempio di grande scienziato! Mentre, come si
sa, questo filosofo non è mai stato accettato secondo
questa prospettiva, squalificandone il valore di serietà.
D'altra parte, già ad Aristotele è stato attribuito
un "De Caelo", in cui elabora tutta una sua cosmologia
che giungerà, se non erriamo, fino a Dante; insomma le
interpretazioni dei fenomeni celesti e del cosmo stesso, sono
passate attraverso i secoli da un'immagine, un'immaginazione
all'altra.
"Una mano è un po' come una stella, si chiude e forse
come una stella si carica e si riapre per liberare potenza",
scrive V Farnararo, con grande acume poetico. A noi pare di avere
individuato nel rapporto tra la mano e la stella, la mano della
nonna, in particolare, il fulcro "teorico" di questo
libro. La mano, della nonna, è il punto in cui si raccoglie
la fatica del lavoro; ma, insieme, è il punto in cui si
esprime la tenerezza. E' la mano affettuosa che da una carezza,
quella mano che poco prima si è piegata sull'ago o sulla
vanga. Quella mano in cui fatica e tenerezza sono uniscono: "Quelle
stesse mani che hanno lavorato all'uncinetto per fare i miei
costumino quando ero piccina". E' attraverso le mani della
nonna che passa la "storia": "Quelle stesse mani
che avevano cullato, prima mio padre e poi me". Sono le
mani che appartengono alla nona, colei che racconta il passato,
fatto d realtà e di fantasia, di gioia e di sofferenza.
E sono ancora le mani che tengono il filo della scienza di questo
libro; questa volta attraverso loro parla la "Storia",
quella tragica dei vincitori e dei vinti, della guerra e della
morte: "Muoveva le mani nel raccontare questo fatto, come
per fare vedere che non è riuscita a fare nulla
".
Mani impotenti dunque, davanti alla "follia" umana.
E allora siamo da qui ricondotti ad un punto in cui la teoria
di V Farnararo - e di sua nonna- si approssima a quella contenuta
nella Piccola fiammiferaia: "Questa è un'altra teoria-associata
qui alla cecità "quel signore aveva prestato la luce
dei suoi occhi[a una stella]"- delle stelle cadenti, nel
momento in cui le stelle smetteranno di brillare e noi le vedremo
cadere, vorrà dire che quel signore è ritornato
al suo posto fra gli angeli". "Quel signore" è
un cieco che ha avuto la generosità di dare "prestare"
la luce dei suoi occhi a una stella; siamo capaci noi di dare
simili "prestiti"? Questa ci pare essere una delle
"formule" centrali della "teoria" delle stelle
cadenti! Ma va sottolineato che al di là del taglio interpretativo
che abbiamo dato a questa lettura, il libro si segnala per il
suo valore di testimonianza poetica e affettuosa verso gli anziani;
è questo un valore che oggi va scomparendo. Il valore
della "scienza" dei nonni, subisce un progressivo logoramento
coincidente senz'altro con l'idea che "scienza" equivalga
con calcolabilità, tecnologia, "matematicità"
[non abbiamo nulla contro questa nobile scienza, per altro].
Così perdiamo di vista i nostri nonni; ma anche, il "mondo"
che non è solamente quello delle strade di cemento e della
velocità del "progresso". Allora, V Farnararo
ci da un altro esempio dell'armonia cui ci richiama la sua "teoria":
"Le stelle del cielo, le stelle del mare e le stelle della
terra
Chissà, forse quando una stella cadente compie
il suo volo dona un pizzico di luce alle sorelle alpine che si
colorano di giallo al loro interno, come se il messaggio arrivasse
dirette al loro cuore". |
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La
poesia della "teoria"
"Quasi in
ogni sua frase profondità e spavalderia si tengono teneramente
per mano" F. Nietzsche-Ecce homo; a proposito di Gaia scienza. |
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Domanda: "Chi" sarebbe
in grado di "falsificare"-come si usa dire negli studi
di "epistemologia"- la correttezza di questa "teoria"?
Sicuramente essa sarebbe stata gradita a Nietzsche, se abbiamo
inteso bene l'interpretazione che né da Giorgio Colli!
Dunque; quante stelle! In cielo, in mare e in terra! Ci vengono
in mente, per concludere, queste parole di F. Nietzsche, che
fanno parte di §279 di Gaia Scienza: "Esiste verosimilmente
un'immensa invisibile curva e orbita siderale, in cui le nostre
diverse vie e mete potrebbero essere intese quali esigui tratti
di strada, innalziamoci a questo pensiero". L'aforisma si
intitola appunto; "Amicizie stellari". A loro accostiamo
queste di V. Farnararo: "Proprio come stelle doppie[sottolineiamo],
le mani giunte si nascondono a tratti
una preghiera
Proprio
come le stelle forse ci vuole un'emozione per farle "sudare"["chi"
potrà "falsificare" questo sudore stellare?]
poi
come stelle variabili anche le mani, ritornano lentamente nel
loro ruolo di mani

Due mani, un dono enorme, due
stelle tutte nostre che ci protraggono verso il mondo".
Facciamo buon uso, dunque, di questa "tenera" teoria.
Accendiamo, infine, anche noi su di lei il nostro fiammifero,
quando il freddo della "modernità" si fa troppo
raggelante e l'intelligenza si consuma e scompare l'umanità.
Abbiamo diritto alla "nostra" scienza; lasciarla spegnere
non avrebbe giustificazione. E' quanto alla fine ci sussurra
questo piccolo-grande libro.
Roberto Borghesi. |
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VERONICA
FARNARARO
una
grande
artista
in
VOCE
e in
punta
di penna |
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in foto Veronica Farnararo
solista degli Estrela Guia |
La bella voce della solista degli
Estrela Guia, che ha mostrato di sapersi muovere con la penna
e la parola, con la stessa abilità con cui affascina con
la voce, negli appuntamenti d'autore che l'han vista reginetta
indiscussa sul territorio romagnolo. Un modo diverso per presentare
un libro, a riprova che la creatività non ha limiti e
tutto può! Dal palcoscenico dell'Istituto paritario Michelangelo
di Rimini, alla Casa delle Farfalle di Cervia-Milano Marittima,
sino a giungere al Grand Hotel di Rimini, per una serata di incanto
che hanno visto la sua voce e il suo libro, condurre un sodalizio
perfetto in una cornice ideale allo stile di musica interpretato
dall'artista. Una chitarra d'eccezione, il musicista Michele
Corcella, chitarrista, ha sempre accompagnato Veronica Farnararo,
vantando un'esperienza musicale da non sottovalutare, avendo
suonato con i più grandi musicisti del panorama jazz.
La Teoria delle Stelle Cadenti, ha messo in luce una giovane
donna che ha saputo mostrare la stessa dolcezza di, quando bambina,
intratteneva un dialogo sui generis con la nonna che le raccontava
di una strana "teoria"
che di volta in volta
cambiava, ma finiva per svelare i tanti misteri della vita. Veronica
ha raccolto tutte queste parole antiche, e ogni volta, le propone,
anche in musica, oltre che tra le pagine del suo libro.
Leggi in questa Teoria, la magia del vivere, ma la puoi anche
eseguire, difatti uno spartito di note, per una canzone dedicata
alla nonna, è sempre inclusa nel libro di Veronica. Ma
chi è quest'artista che canta e racconta del suo libro
nei suoi recital? Insegnate di musica, danza e canto; ora anche
scrittrice. Si definisce una cantante e ricercatrice di nuove
esperienze musicali che possano sempre sposarsi con la sua anima
soul, anzi..."portoghese"
si, perché Veronica
è come se fosse stata prestata da quei luoghi lontani,
all'Italia, e la sua voce calda, emozionante e ben modulata,
dove la tecnica non è un optional e diventa un tutt'uno
con le note. |
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Ha saputo trasmettere al pubblico
che l'ha conosciuta in questi suoi appuntamenti d'autori "musicali"
quella simbiosi con la grande musica: jazz, bossa nova e che
la rende tanto magica e vera
speciale!
Molto apprezzata le sue esibizione e il suo raccontarsi. Avevamo
promesso veri e propri esempi di vita dai quali poter attingere
per esperienza, coraggio, e certezza di credere in se stessi,
Veronica ha confermato che stiamo percorrendo la strada giusta,
come altri autori che come lei, han voglia di fare e proporsi
in modi nuovi, inusuali per degli appuntamenti d'autore, ma farlo,
significa rimanere impressi nella memoria di chi, oltre al libro,
acquista la certezza di aver conosciuto e ascoltato una vera
artista. La Teoria è un bel libro, per tutti, grandi,
bambini e, soprattutto Nonni |
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